La “Grande Bellezza” della FRAGILITA’

La FRAGILITA’ non è propriamente un Valore essa stessa, ma costituisce una condizione decisiva per l’Uomo, soprattutto in questo tempo.

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fragilitàSebastiano Cultrera – Oggi sembriamo tutti preoccupati del “futuro”. Facciamo bene a farlo, e cerchiamo (pur nel nostro piccolo) di dare un contributo per capirne qualcosa, anche perché VIVIAMO MEGLIO questa transizione se ci preoccupiamo dei giorni a venire, del futuro dei nostri cari e dello sviluppo della nostra società. Ma la cosa principale ADESSO, e nel prossimo futuro, è quella di NON SCORDARCI che l’obiettivo principale è rimanere AL RIPARO DAL VIRUS.

Questo obiettivo lo raggiungiamo se affrontiamo questo tempo con razionalità, con disciplina, con saggezza. Ciò non significa, assolutamente, che l’importante è “passare la nottata”. Mai come questa volta dobbiamo essere consapevoli che alcune cesure col passato sono DEFINITIVE.

Persino il vaccino (che auspichiamo rapido) NON RIPORTERA’ il mondo ad essere COME PRIMA.

Abbiamo visto, in molti, il video di Bill Gates del 2015. Egli spiegava che la vera, e attuale, minaccia dell’umanità sono i VIRUS (più delle guerre e della fame) ed ipotizzava, 5 anni fa, una epidemia simile a quella che sta adesso investendo il mondo. Ciò ci fa capire che, quando potremo, finalmente, essere inattaccabili dal Covid 19, incomberà (comunque) su di noi la minaccia del Covid 20, o 21, o altri virus. Non è detto che ne venga fuori un mondo migliore, né uno peggiore. Lo sapremo (è il caso di dirlo) VIVENDO.

L’attuale fase è tuttavia già chiarificatrice: perché sta facendo da LENTE D’INGRANDIMENTO dei nostri pregi e dei nostri difetti. Starà a noi avere la capacità di farne tesoro.

Nella fase 2 infatti, porteremo con noi gli INSEGNAMENTI della “fase 1”. Abbiamo avuto tempo e calma per GUARDARCI MEGLIO ALLO SPECCHIO, per capire meglio chi siamo e, soprattutto, quali sono le cose che contano, sul serio, nella vita.

È stato come se ciascuno di noi avesse incontrato Jep Gambardella (sì quello del film “La Grande Bellezza” di Sorrentino) che, sopra ad una terrazza romana (magari quella della scena cruciale del film) ci avesse spiattellato in faccia le nostre “menzogne” e i nostri errori legati alla nostra FRAGILITA’.

In ordine sparso”:

  1. Corriamo troppo, e spesso sopravvalutiamo le cose da fare, perché corriamo via proprio da noi stessi;

  2. 2) Il Tempo non manca e non sfugge: il Tempo C’E’ SEMPRE per le cose importanti, il problema è ridefinire le priorità;

  3. 3) La nostra casa può essere anche una postazione di lavoro o di studio produttiva, a patto di fare pace con la tecnologia, della quale ogni giorno parliamo (bene o male), ma sappiamo utilizzare mediamente poco.

  4. 4) Le nostre vite sono devastate dal SUPERFLUO, che ci sembra indispensabile, ma, che nei momenti importanti, riemerge nella sua sostanziale futilità; a vantaggio delle cose, delle relazioni e delle attitudini che contano realmente.

La grande MENZOGNA, in definitiva, è proprio quella dell’ONNIPOTENZA dell’Uomo e questa stagione della Storia ci deve fare riscoprire, a contrario, il valore della FRAGILITA’.

Queste nostre piccole e grandi FRAGILITA’ individuali possiamo superarle, in primo luogo con la consapevolezza: anzi È PROPRIO la consapevolezza (e l’accettazione) della FRAGILITA’ umana che potrà aiutarci a superare le nostre “menzogne” e, in definitiva, molti nostri errori.

Tuttavia il dato può apparire ancora più interessante se si abbandona il piano individuale e ci si allarga ad una visione collettiva, cercando di cogliere la FRAGILITA’ come elemento caratterizzante del quadro sociale.

La nostra salute, la nostra economia, le nostre sicurezze collettive sono messe duramente alla prova dal VIRUS. La sanità pubblica, la produzione e distribuzione di beni e servizi, la formazione, la logistica e i trasporti, l’informazione e la cultura hanno tutti subito delle crisi (parziali o totali). E si avviano a trasformazioni e adeguamenti, alcuni dei quali definitivi.

La società del DOPOVIRUS, ci piaccia o meno, sarà una società diversa da quella precedente. Il denominatore comune delle cautele, degli adattamenti e delle trasformazioni sociali cui andiamo incontro sarà la TUTELA delle persone: rispetto a quelle FRAGILITA’ del sistema che il VIRUS ha portato alla luce.

Azioni e metodiche di TUTELA dovranno affrontare alcune pericolosità sociali palesatesi in questa crisi (urbanizzazione disordinata; allevamenti intensivi spinti; globalizzazione non regolata). E dovranno, in maniera proattiva, agire dal punto di vista della qualità della vita, ma, in primis, sul potenziamento delle politiche sanitarie a livello globale: soprattutto in termini di efficienza nelle misure di prevenzione e di coordinamento globale del sistema.

La FRAGILITA’, dunque, è la risorsa necessaria e ritrovata dell’UOMO che, pur trovandosi a dominare il pianeta, non è ancora in grado di definire i propri valori con consapevolezza. La FRAGILITA’ non è propriamente un Valore essa stessa, ma costituisce una condizione decisiva per l’Uomo, soprattutto in questo tempo.

Perché Egli sa di morire e (conosce) il vantaggio che l’universo ha su di lui. L’universo (invece) non ne sa nulla”.

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