Napoli – Mario ha pochi anni, ma sulla Francesco Padre sembra a suo agio. E’ figlio di Antonio, il pescatore che tira su la rete al largo della Chiaia. Con lui altri bambini che assistono come per un gioco al dondolare della barca e alla rete che viene su.

Scherzano con i genitori poi si siedono a prua composti, con lo sguardo verso la Corricella. Non è da tutti i giorni uscire su un peschereccio anche se per qualcuno c’è qualcosa di familiare in quel mare. 

Vedere i loro volti felici quando un pesce viene tirato su nella rete non ha prezzo, oppure contrissi quando a venire su è una casetta di plastica o un tubo di acciaio.

Su un’altra barca, diverse decine di persone assistono alla pesca, attenti alle parole dello skipper Cristian e soprattutto alla performance dell’attore e regista isolano Vincenzo Esposito che li accompagna fin sul posto.

Il secondo appuntamento di Nutrice, il progetto voluto da Amira, Casartigiani e Confcommercio – nell’ambito Procida Capitale della Cultura – è iniziato così lo scorso weekend ed è stato letteralmente entusiasmante. Tre giorni a contatto con i pescatori, in barca per comprendere, e apprezzare, l’identità marinara dell’isola di Artruro.

Dopo la presentazione dell’evento da parte del trio Salvatore Trapanese, Angelo Pitaccolo e Maurizio Frantellizzi, è stato Carlo Scotto di Santolo a guidare i cittadini temporanei nelle tradizioni dell’isola di Arturo. Un cicerone davvero preparato che ha tenuto attenti tutti i partecipanti della manifestazione.

E come per la prima volta, anche questa esperienza legata al mare, crocevia di storie millenarie e tuttora fonte di sussistenza e commercio per molte famiglie isolane, ha raccolto numerosi commenti positivi.

“È stata una esperienza memorabile – ci dice Michael – abbiamo un mare fantastico da scoprire. A volte lo utilizziamo in maniera sbagliata a volte lo utilizziamo come deposito per i nostri rifiuti. Invece per noi è importantissimo, specialmente per noi procidani che lo abbiamo nel sangue”.

“Una bella iniziativa – dice Andrea papà di Michael – poi condividerla anche con mio figlio è stata una bella esperienza. Il mare poi noi lo abbiamo dentro e dunque ben vengano queste iniziative”

Anche un procidano doc come Leonardo Quirino: “E’ stata una esperienza magica che ci ha fatto toccare con mano quella che è un’attività quotidiana che portano avanti i nostri concittadini da sempre”.

L’occasione di vedere coinvolti emotivamente anche cittadini temporanei come gli amici di Leonardo, Francesca che dice: “Veramente bello, molto molto emozionante soprattutto la parte dell’attore che ha recitato davvero bene e molto sentita. C’è sembrato per un momento di condividere con voi questi momenti di vita lavorativa isolana”.

Sulla stessa riga anche il futuro marito Emilio: “Una esperienza diversa, particolare, vedere la pesca come viene effettuata con diverse modalità di pesca per un cittadino temporaneo ed è un qualcosa che può far affezionare e tornare a Procida

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