Leo Pugliese – Anche quest’anno, piu o meno in questi giorni , arrivano  i soliti messaggi. Su WhatsApp girano vocali preoccupati, sui social catene in maiuscolo, qualcuno anche per strada spiega con aria grave che “dietro c’è il demonio”. ( perché poi solo dietro e non davanti, di lato, sopra, boh?).

Halloween torna a essere così, per una parte del paese, una specie di “notte dei morti viventi” dove ogni zucca nasconde un altare satanico e ogni caramella è un patto con niente po po di meno che, il maligno.

Confesso una cosa: mia figlia Michela, tre anni, andrà a una festa di Halloween con i suoi coetanei. Ci saranno travestimenti, qualche dolcetto, molte urla (di gioia) e probabilmente una crisi di pianto per un palloncino scoppiato. Il programma non prevede evocazioni, né messe nere. Al massimo un succo di frutta rovesciato sul vestito di un’amichetta. Se ci sarà un’infiltrazione satanica, va detto che è organizzata malissimo.

Partiamo dal nome, che basterebbe da solo. Halloween viene da All’ hallws’eEve, ( piu o meno ) cioè “vigilia di Tutti i Santi”. Chi vede in questa festa un culto del diavolo dovrebbe almeno notare la scelta curiosa di un nome che fa riferimento ai santi.

È un po’ come se una loggia segreta di anarchici si facesse chiamare “associazione per l’ordine pubblico”.

C’è poi un dettaglio teologico che spesso viene dimenticato da chi brandisce il crocifisso contro le zucche: nel cristianesimo il demonio non è padrone di nulla. Non ha date, non ha oggetti, non ha un pezzo di calendario.

Il catechismo della chiesa del resto, come sappiamo, lo descrive come una creatura il cui potere “non è infinito” e resta sottoposto alla provvidenza di Dio. Il Salmo 24 o 25 è ancora più semplice: “Del Signore è la terra e quanto contiene”. Il 31 ottobre compreso.

Pensare che cristo regni 364 giorni l’anno e che il trentunesimo giorno di ottobre il diavolo o chi per esso  prenda il controllo per turno non è fede. È un’idea condominiale del soprannaturale.

C’è poi chi si scandalizza per scheletri, teschi e diavoletti. Bisognerebbe accompagnarlo in qualunque chiesa. Giudizi universali pieni di demoni, danze macabre affrescate sulle pareti, teschi ai piedi dei santi, il serpente schiacciato sotto il piede della Madonna. La tradizione cristiana ha rappresentato il male per secoli senza mai adorarlo, e con un certo talento artistico.

Se ogni rappresentazione del diavolo fosse un atto di culto, dovremmo chiudere metà dei musei italiani e mandare Giotto davanti all’inquisizione.

Arriva sempre, infine, l’argomento storico: “È una festa pagana, viene dai druidi”. Sì, il legame con il Samain celtico è plausibile, soprattutto nel folclore irlandese. Ma Samhain ( basta aprire google ) era una ricorrenza stagionale, il passaggio dall’estate all’inverno, e non il nome di un demone né di un “dio della morte”, come raccontano certi video girati con musica inquietante di sottofondo.

L’Halloween di oggi è una cosa molto piu banale.  Un miscuglio di folclore delle isole britanniche, usanze cristiane della vigilia dei santi, immigrazione irlandese negli Stati Uniti e, soprattutto, marketing del ‘900.

In Irlanda, del resto, si intagliavano le rape: la zucca è un’invenzione americana. Se c’è un’entità oscura dietro Halloween, ha più l’aspetto di un ufficio commerciale che di Belzebù.

E anche se l’origine fosse interamente pagana, giudicare il significato attuale di un gesto solo dalle sue radici remote ha un nome nei manuali di logica: fallacia genetica. Con lo stesso criterio dovremmo smettere di chiamare “giovedì” il giorno di Giove.

Mi avvio alla conclusione. Il cristianesimo, per quello che ci hanno insegnato,  non è la religione della paura del diavolo: è quella della vittoria su di lui. “Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo”, scrive san Giovanni. San Paolo parla di Cristo che ha spogliato i Principati e le Potenze “trionfando su di loro”. Un cristianesimo che trema davanti a una zucca ha un problema di autostima teologica.

Domani, quindi, Michela andrà alla sua festa. Riderà, giocherà, correrà, e tornerà a casa stanca e felice. Il primo novembre, se vorremo, le racconteremo che è la festa di tutti i santi, persone che hanno voluto bene a Dio e agli altri, e il 2 novembre penseremo insieme ai nonni che non ci sono più.

Il demonio, se esiste come insegna la Chiesa, ha di sicuro progetti più ambiziosi di una festa alla ludoteca. E in ogni caso, contro una bambina di tre anni con un costume da zucca, o da streghetta, credo che perderebbe.

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